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La Montecchia

La Montecchia

  • Villa Emo Capodilista (PA)
  • Veneto

Nonostante l'abitudine alla bellezza del Veneto, che mi circonda da sempre da veneta doc, l'impatto con l'azienda vitivinicola "La montecchia" è stato speciale, tra l'incanto e la meraviglia. Tra i colli Euganei, in un piccolo borgo medievale, s'inserisce una location esclusiva e straordinariamente attrattiva, meta di molti turisti per una pausa rigenerante di relax e benessere. Il piacere qui gratifica la vista, il gusto, ma anche l'olfatto: mentre degustiamo vino profumato, incontriamo il Conte Giordano Emo Capodilista un uomo davvero charmant ! Conte Giordano Emo Capodilista, proprietario e conduttore dell'azienda vitivinicola "La Montecchia", figlio del Conte Umberto Emo Capodilista, attuale Presidente di Confagricoltura Padova, Cavaliere del Sacro Militare Ordine di Malta ecc..., ma soprattutto custode di un'antica tradizione , che ci accingiamo a scoprire. Nell'antico Castello di proprietà del Conte Giordano , avvolti da un'atmosfera magica ed evocativa, iniziamo l'intervista.

- Conte Emo Capodilista...questo vigneto è di proprietà della Vostra famiglia da quanti anni?

Un'immensità...Si pensi che già dal Medioevo l'esercito di Carlomagno, guidato da comandanti della famiglia Capodilista, conquistò il feudo in cui ci troviamo grazie alla guerra condotta contro Desiderio: da quel momento ai Capodilista fu riconosciuto il titolo di conti per meriti militari. L'ultima discendente della famiglia Capodilista, sposò poi un componente della famiglia Emo , famiglia di patrizi veneziani che ricoprirono posizioni di ambasciatori, comandanti, umanisti e statisti: da qui il cognome Emo Capodilista. Pertanto io mi sento investito del ruolo di vero custode dei beni e delle passioni che ho ereditato dalla mia famiglia.

-E qui direi "Nomen omen", il cognome Emo Capodilista porta con sé onori ma anche responsabilità..

La mia responsabilità nel preservare e continuare la tradizione della famiglia Emo Capodilista è legata al principio della meritocrazia e dell'aristocrazia. Ci tengo davvero a sottolineare questo: l'importanza ed il valore della meritocrazia che la mia famiglia ha da sempre affermato, ben più importante del titolo nobiliare. Storicamente i miei ascendenti hanno ricoperto ruoli di guida e di potere nella Repubblica Serenissima, ruoli che sono stati loro attribuiti dai veneziani ad valorem, per capacità e merito. Come Emo Capodilista ho ereditato nel mio D.N.A. questi valori, tra cui è fondamentale la tutela dell'identità e la difesa del nostro territorio. La volontà di conservare le tradizioni legate al territorio di Venezia emerge anche da un'antica regola : gli Emo Capodilista potevano sposarsi solo con Veneziane, anche se appartenenti a classi sociali diverse, ma in tal caso dovevano essere figlie di un vetraio di Venezia, e questo è emblematico dell'importanza che abbiamo sempre dato alle nostre arti e tradizioni.

-Insomma "moglie e buoi dei paesi tuoi"

Diciamo che siamo molto legati al nostro territorio: la difesa della città di Padova è stata da sempre una mission di questo feudo: la nostra è una famiglia feudale che attraverso il Castello difendeva Padova e i commercianti dagli attacchi esterni.

-Dunque una lunga tradizione fatta di un continuum di passione...passione per il territorio e per la viticoltura.. Quanto incide nel vostro settore la passione e quanto invece l'aspetto economico l' agevola... o la puo' frenare?

La passione per l'agricoltura per me significa mantenere un equilibrio e un'armonia tra il passato, il presente ed il futuro. Nel continuare la vocazione imprenditoriale dell'azienda, ho sempre cercato di svilupparla nel rispetto della natura e dell'etica. Le scelte economiche rispecchiano progetti di vita, e a me piace pensare in un'ottica di " long term perspective", con investimenti che permettano di preservare e tramandare la tradizione, garantendone la continuazione, secondo consolidati principi naturali. Si tratta senz'altro di investimenti rilevanti sotto il profilo economico, ma la qualità del prodotto che ne deriva puo' portare a dei risultati gratificanti che giustificano lo sforzo. Dunque direi che passione significa seguire "clear and simple rules", secondi i moderni dettami europei, per salvaguardare la tradizione..è grazie agli investimenti che il nostro vino ha un exploit internazionale! Il campo da golf che abbiamo attraversato prima , ad esempio, costituisce un modo per salvaguardare la natura e il nostro ambiente, è così' che promuoviamo e diffondiamo un "modus operandi et vivendi " in piena armonia con i principi dell'ecologia e del risparmio energetico.

- Secondo i vostri canoni operativi, la figura dell'enologo puo' definirsi vero alchimista del prodotto finale? Dove trovate queste figure e come si formano ?

Più che alchimista lo indicherei come un medico, un medico il cui ruolo si è oggi evoluto rispetto al passato: infatti, mentre prima il compito dell'enologo era quello di prevenire ed evitare ogni possibile difetto del vino, ora l'intervento dev'essere il più minimal possibile, realizzandosi solo ove strettamente necessario ed il più tardi possibile rispetto al processo di vinificazione. Insomma lo scopo è oggi quello di assecondare al massimo la natura: oltre alla figura dell'enologo assume importanza centrale anche quella dell'agronomo, lavorando questi professionisti come equipe. Nella nostra zona abbiamo le scuole formative più professionali, e la professionalità dei nostri tecnici consiste nel garantire un risultato eccellente, un "vinum purum", scevro da ogni impurità perché ottenuto seguendo il ciclo della natura.

-Quindi niente artifizi e tecnologie, solo natura ?

La natura in questo luogo è speciale, questo luogo è più unico che raro: qui abbiamo le colline vulcaniche più vicine al mare , siamo il Sud nel Nord, e godiamo di un clima ideale per i rossi, i moscati Fior d'Arancio.... In generale posso dire che tutti i tipi di vino nella nostra zona vengono prodotti seguendo un processo naturale, quasi spontaneo, il tutto grazie alle caratteristiche ideali del terreno e del clima. Abbiamo più aree produttive, ciascuna con peculiarità proprie, ma sicuramente al vino prodotto in Veneto è riconosciuta una rilevanza centrale visto il clima favorevole di cui gode. Possiamo evitare interferenze e tecnologie , il vino è natura!

-Nei prossimi cinque anni si stimano più di 100 milioni di nuovi ricchi in Paesi come Cina, India, Brasile, e soprattutto Russia...nuovi possibili acquirenti di un prodotto italiano d'eccellenza come il vino: come vengono captati questi potenziali nuovi consumatori? Quali i canali e gli eventi ?

La Comunità Europea investe nella crescente espansione del mercato made in Italy all'estero, riconoscendo appositi fondi alle aziende per muoversi all'estero, inviare i propri chef fuori dai confini nazionali, invogliando ed attraendo così nuovi turisti in Italia per una full immersion nella qualità. La politica comunitaria "Ocm Vino", che punta ad un common market e a collective marketing strategies, prevede infatti misure per la promozione commerciale del vino "to preserve the best tradition" , cioè le tradizioni migliori e proprie di aree environmentally sensitive, come la nostra.

-Nei mercati emergenti...come secondo Lei si possono educare i palati dei futuri fruitori, in modo da farli avvicinare ed appassionare al gusto del vino italiano?

Questa è la vera sfida tra il nostro mondo ed il nuovo mondo. Mentre in Europa si nota una certa comunanza di gusti, altri Paesi non sono per nulla abituati al vino, alla sua raffinatezza e ricercatezza: la soluzione è attrarre la gente in Italia, essendo provato che in media i turisti sono abituati a voler continuare ad assaggiare quello che hanno sperimentato in Italia, sono portati per natura a cercare di replicare le loro esperienze positive di vissuto.

-Come Presidente di Confagricoltura Padova ha sottolineato l'importanza di rafforzare il network tra i produttori di vino nel nostro territorio...anche ai fini della protezione del made in Italy . Siamo a buon punto?

Certamente, in Italia esiste una procedura molto costosa per la tracciabilità del prodotto, che ci porta ad avere le denominazioni "doc" e "docg", vere garanzie di originalità del vino. Si tratta indubbiamente di un controllo macchinoso, ma sta portando degli evidenti risultati.

-Come le nuove tecnologie e in particolare l'iniziativa YORWINEGURU puo' aiutare le cantine italiane nell'expansion del loro giro d'affari e nell'internazionalizzazione?

Se questo servizio raggiunge una certa visibilità per il consumatore estero, potrà indubbiamente diventare il canale abituale per l'acquisto del vino, garantendo con un semplice "clic" la consegna delle nostre bottiglie direttamente a domicilio, ed a costi indubbiamente vantaggiosi, seguendo il principio "save time and money". YOURWINEGURU potrebbe così costituire un canale preferito nella diffusione e distribuzione del vino da parte delle cantine soprattutto all'estero, dove già ora esportiamo circa il 50 % della produzione della Montecchia, segno di grande apprezzamento del nostro brand.

-Esiste secondo Lei un connubio tra vino e arte ...e quali contesti esaltano l'esperienza plurisensoriale che si vive nell'approccio col vino?

Il vino è il prodotto dell' "artigianato" da sempre , è una vera "ars longa", dunque il produttore del vino adotta indubbiamente un approccio da artigiano o artista che dir si voglia. Innanzitutto, il link vino - arte è evidente nella bellezza dei luoghi in cui il vino è prodotto, si tratta sempre di luoghi straordinariamente belli, ricchi di poesia e di magia. Il vino è archetipo dell'alimentazione, il vino che "pingue facit et carnosum", senza dimenticare che fin dal Medioevo nella rappresentazione filosofica ed artistica è simbolo dell'elemento dionisiaco, della giocosità e dell'istintività. Io credo davvero che il vino abbia forti potenzialità espresse da sempre nella poesia e nei canti goliardici: "in vino veritas" ...il vino come canale di spontaneità e genuinità...ma anche vino come motore di passionalità, " vinum pectus aperit", in grado di aprire e scaldare il nostro cuore!

-E in linea con questa verve Le chiedo...cosa consiglierebbe per un brindisi a quest'intervista : un Godimondo Cabernet Franc o uno Spumante dolce fior d'arancio?

Sceglierei di sicuro lo Spumante!

-Evvai! Un "vinum dolce et gloriosum" per un incontro spumeggiante!

M.C.P.

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La Montecchia

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La Montecchia
  • Località: Villa Emo Capodilista
  • Regione: Veneto

La proprietà è della nostra famiglia sin dal medioevo. La collina della Montecchia su cui sorge Villa Emo Capodilista, uno dei gioielli architettonici del Veneto e dell'Italia, è di circa 30 ha, gran parte dei quali investiti a vigneto ed i vini qui prodotti prendono il suo nome a marca LA MONTECCHIA.

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